3dbenchy

3dbenchy

Forse la 3dbenchy non era la stampa più indicata per provare le barre con filettatura trapezoidale ma non ho resistito … 🙂

Non avevo mai provato prima a stampare la barchetta di 3dbenchy e tutto sommato è venuta meglio di quanto mi aspettassi con la mia 3deasy. Certo, non è il massimo ma devo ancora regolare qualche parametrino nel firmware relativo alle accelerazioni. Ci sono un pò di “smagliature” credo imputabili ad una temperatura troppo alta(197°) e …

3dbenchy

… le arcate delle porte laterali non sono il massimo e questo potrebbe essere causato dall’altezza del layer impostata volutamente a 0,2 per evidenziare problemi di wobble e non allungare troppo i tempi (1h 12m) anche a velocità basse (da cura engine 75mm/s la regolazione generale e infill al 18%) …

3dbenchy

anche la definizione  generale è stata influenzata da tutte queste cose migliorabili.3dbenchy

Ma quello che più mi ha dato soddisfazione è l’assenza o quasi di wobble. 3dbenchy

Nell’articolo precedente ho parlato del beneficio ottenibile con la sostituzione delle barre filettate con quelle con filettatura trapezoidale. In effetti da sole le barre trapezoidali non bastano e me ne sono accorto appena montate. La presenza dell’effetto wobble, anche senza provare a stampare, era indubbia semplicemente facendo girare i motori dell’asse Z ma altrettanto chiara era la causa. L’accoppiamento tra motori e barre è costituito dai classici giunti elastici ed è proprio li il problema. I giunti forniti a corredo delle barre non garantiscono un perfetto allineamento tra i due alberi e questo fa oscillare la barra trapezoidale durante le rotazioni. Per ovviare ho disegnato e stampato due anti-wobble molto semplici, montati e scelto 3dbenchy per provarli …. ripeto, la barchetta ha mille difetti ma il wobble non lo vedo … 🙂 E poi 3dbenchy accessoriata da mio figlio è diventata un peschereccio d’alto mare …..  🙂

3dbenchy

un ringraziamento particolare è dovuto ai creatori di 3dbenchy

 

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barre con filettatura trapezoidale

Barre con filettatura trapezoidale

Cosa sono le barre con filettatura trapezoidale? Perchè dovrebbero garantire una migliore qualità di stampa per le nostre stampanti 3d? In molte stampanti 3d cartesiane l’asse Z è mosso tramite il movimento di due motori trasmesso attraverso comuni barre filettate reperibili in qualsiasi ferramenta. Gli standard di produzione e anche dei materiali usati per queste non sono elevatissimi e spesso le barre risultano essere flessibili se non addirittura con già presente una deformazione tipo ad arco. Questi inconvenienti generano l’antipatico effetto “wobble” visibile in molte stampe. Per cercare di ridurre o eliminare del tutto l’effetto si possono adottare diversi sistemi tra cui la sostituzione, con delle barre con filettatura trapezoidale, delle classiche barre filettate. Per tipologia di prodotto, materiali utilizzati e standard di produzione più elevati le barre con filettatura trapezoidale garantiscono un moto più preciso ed omogeneo e anche se hanno un costo maggiore questo rimane relativamente sostenibile per chi ha fatto della stampa 3d il suo hobby. Per questo motivo ho acquistato sul web queste barre con filettatura trapezoidale,  ho disegnato e stampato i supporti con l’alloggiamento per le chiocciole e le ho montate.

 

barre con filettatura trapezoidalebarre con filettatura trapezoidalebarre con filettatura trapezoidalebarre con filettatura trapezoidale

Già che c’ero ho disegnato e stampato anche un tendi cinghia per la cinta dell’asse X.

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Questo tendi cinghia mi permette di regolare con meno difficoltà e maggior precisione la tensione della GT2 che muove il carrello dell’hotend.

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Ora non resta che calcolare i nuovi step da inserire nel firmware marlinkimbra del mitico mago, ricompilare tutto e inviarlo all’elettronica affinchè i movimenti dell’asse Z durante la prossima stampa vengano impostati correttamente. Per calcolare il valore corretto degli step, occorre conoscere alcuni dati relativi alle nostre barre con filettatura trapezoidale  e poi ci si può affidare al calcolatore online oppure seguire la formula

(numero di step *  rotazione) / (mm lineari * rotazione)

i primi valori si riferiscono ai motori e i secondi alla barra.

A breve dettaglierò gli eventuali benefici comportati dalla modifica del movimento dell’asse Z.

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Maker Faire Rome grazie a tutti

Maker Faire Rome

2016 edition

Solo un grazie a tutti … per averci permesso di vivere tre giorni emozionanti alla Maker Faire Rome edizione 2016 … grazie ai ragazzi di Immagina e Crea e al mitico Magokimbra che hanno ospitato la nostra 3deasy  V.2  nel loro già piccolo stand …

maker faire rome

Abbiamo avuto il piacere di incontrare e conoscere alla Maker Faire Rome altre persone splendide come loro con cui abbiamo condiviso le nostre esperienze, conoscenze e opinioni sulle novità presentate in questa fiera dell’innovazione …. momenti che difficilmente dimenticheremo ….

maker faire rome

e inoltre proprio non ci si aspettava delle …. simpatiche sorprese …

il team Prusa Research di prusa3d.com proprio  li alla Maker Faire Rome a vedere il  flux  capacitor montato sulla prima stampante fdm al mondo in grado di stampare a 6 colori  grazie al contributo attivo del mago con il suo firmware  marlinkimbra

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maker faire rome

maker faire rome

il flux capacitor 6 colori in azione sulla bfb refurbished di immagina e crea

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bhè … il selfie con Josef Prusa  alla maker faire rome edizione 2016 ci stava tutto …. anche se alle spalle ….

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… faceva capolino un simpatico coniglietto … 🙂maker faire rome

e anche le visite di persone “normalmente speciali” …

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maker faire rome

…  che dire dei ragazzi di Openbiomedical Initiative … due dei loro progetti sono rientrati nella rosa dei venti finalisti del primo R.O.M.E. PRIZE organizzato alla maker faire rome e con BOB in quella dei primi dieci…

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… onorato di conoscerli  e di poter contribuire ai loro progetti con le stampe della 3deasy …

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bob first edition

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fable

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in finale

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bob second edition

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maker faire rome

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il talk

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… tutte persone “normalmente speciali” anche loro, che nei pochi momenti liberi mettono a disposizione le loro capacità e conoscenze per migliorare la vita degli altri…

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e ci riescono!

per tutti questi motivi

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ringrazia tutti e magari …. alla prossima maker faire rome 2017

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Maker Faire Rome 2016

Maker Faire Rome

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tutti pronti?

Ecco dove si fà quest’anno la  Maker Faire Rome 2016

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immaginaecrea

MarlinKimbra

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Last edition

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Medicina e stampa 3D

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Medicina e stampa 3d

Lo sviluppo di nuove applicazioni mediche 3D bioprinted dipende in gran parte il superamento di una serie di ostacoli pratici. Un team di ricercatori coreani  ha trovato una fantastica soluzione a questi problemi. Un nuovo materiale biodegradabile che può essere stampato in 3d in impianti facciali e facilitare la rigenerazione dei tessuti dopo l’impianto, mentre la struttura 3D originale stampata dissolve lentamente nel corpo umano nel corso di diversi anni.


  • medicina e stampa 3d

Korean researchers unveil biodegradable material for 3D bioprinted facial implants

The development of new 3D bioprinted medical applications largely depends on overcoming a number of practical obstacles. How do you get you get cells to grow inside a 3D printable substance? And how can you ensure that the 3D printed implant won’t cause any complications? Well, a team of Korean researchers from the Korea Polytechnic University has found a fantastic solution for that second problem. Its new biodegradable material can be 3D bioprinted into facial implants and facilitate tissue regeneration after implantation, while the original 3D printed structure slowly dissolves into the human body over the course of several years.

This fantastic solution was just announced by the South Korean Ministry of Science, ICT & Future Planning. The research team in question is led by professor Yoon Won-soo, who is working on 3D bioprinting systems that can use biomaterials to manufacture implants and on facilitating tissue regeneration with dissolvable materials. Earlier this year, the same research team developed a biodegradable mesh for facial bone surgeries that has been approved by South Korea’s Ministry of Food & Drug Safety (MFDS).

Unfortunately, tissue regeneration, implant acceptance and implant construction are huge obstacles in the medical world. Right now, patients with damaged facial bones seeking regeneration have to go through the painful process of extracting bones from other parts of their body. These extracted bones are subsequently shaped into facial implants, and inserted into the facial structure – with or without various additive support structures.

3D printing could offer a much more patient-friendly solution, as perfect prostheses can be 3D printed without the need for bone extraction. Using this new biodegradable material makes insertion far easier as well, with average surgical operation times expected to be shortened to two hours (rather than the current eight hours). It’s the first 3D printable medical material developed in South Korea. “Future research and clinical trial development projects focusing on bone reconstruction therapy can greatly benefit from this innovation,” the team leader said.

This fantastic FDA-approved biodegradable material is actually a medical polymer made from polycaprolactone (PCL). The material slowly dissolves inside the human body, completely disappearing over a process of two to three years while facilitating tissue growth. Most importantly, it reduces the risk of long-term implant side effects – something that is currently negatively affecting a lot of patients with permanent implants. Over time, these tend to cause inflammation and require extraction surgery. These PCL implants, on the other hand, do not. The material was pioneered earlier this year by a company founded by professor Yoon Won-soo himself, called T&R Biofab.

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I MIEI PEZZI PER BOB

Chi è BOB?

BOB è uno dei progetti di OpenBioMedical Initiative, sviluppato per portare le biotecnologie nei paesi in via di sviluppo dove spesso è difficile anche avere accesso ai farmaci di prima necessità.

BOB è l’acronimo di Baby On Board, un incubatrice low cost interamente realizzata con una stampante 3d.  Una delle sue parti fondamentali è il tunnel che preleva l’aria sia dall’esterno, e che tramite una ventola ne può regolare l’afflusso, sia dall’interno, grazie alla particolare forma e ad una seconda ventola che la spinge verso un elemento riscaldante per equilibrarne e regolarne la temperatura. E’ equipaggiata con un elettronica facilmente reperibile e grazie al basso costo diviene accessibile ad una più vasta porzione di utenti. Ho avuto il piacere di poter collaborare con loro per questo ambizioso progetto ed è con un pizzico di orgoglio e per pura soddisfazione personale, che voglio pubblicare le foto dei pezzi realizzati per BOB con la mia stampante.

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Ringrazio OpenBioMedical Initiative per avermi offerto la possibilità di collaborare con loro in questo nobile ed entusiasmante progetto.

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penne 3d

3d … non solo stampanti

Oggi si parla molto della stampa 3d e nel 99% dei casi vengono prese in considerazione sia le varie tipologie di stampanti che i diversi materiali e soluzioni adottate.
Molto raramente vengono prese in considerazione le penne 3d. In effetti non sono ne molto diffuse ne molto utilizzate se non per scopi puramente ludici. Ritengo invece che possano essere un forte stimolo all’approccio con questo mondo soprattutto per i più piccoli. Infatti, anche se è necessaria comunque la supervisione di un adulto, le penne 3d permettono anche ai più piccini di creare piccoli oggetti. Certo, non si può parlare ne di qualità ne di precisione ma le creazioni assicurano comunque alti livelli di soddisfazione per il minimaker. Vediamo una di queste penne 3d un pò più in dettaglio. Nel nostro caso si tratta della 3Doodler 2.0.
penne 3d
La penna viene venduta in varie confezioni con dotazioni più o meno ricche e quella che ho potuto provare io all’interno aveva sia filamenti in ABS che in PLA e in diversi colori. Le istruzioni sono un pò scarne e rimandano al sito web dove sono presenti molti video (in inglese ma comunque di grande aiuto). La penna è dotata di un commutatore a due posizioni per impostare la temperatura corretta sia per l’ABS che per il PLA ed è comunque possibile effettuare una regolazione più precisa tramite un accessorio in dotazione.

penne 3d

I filamenti sono forniti sotto forma di “bastoncini” e per essere utilizzati il trascinatore è a vite. E’ questo l’unico punto debole del giochino, infatti spesso si sporca con i detriti e la sua pulizia non è proprio agevole e soprattutto a portata di bambino. L’estremità vicino al nozzle tende a scaldare molto ma mai a scottare. Comunque l’utilizzo è semplice ed intuitivo, con poche e semplici cose da fare. Basta alimentare la penna, scegliere se usare l’ABS o il PLA e quindi spostare il selettore della temperatura, caricare il filamento e si può subito iniziare a creare, come ci mostra il video seguente.  

Bene, ora non resta che aiutare i nostri “minimaker” a creare il loro primo oggetto in 3d  🙂

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hotend IeC 4.0

HOTEND IeC 4.0

Oggi vorrei parlare di un hotend tutto made in italy ormai arrivato alla versione 4.0.
hotend
Si tratta di quello prodotto da Immagina e Crea, azienda italiana specializzata ormai da tempo nella produzione di hotend di ottima qualità.
Vediamo subito di descrivere alcune caratteristiche di questo hotend come la naturale disponibilità sia per filamenti da 3mm che da 1,75, la possibilità di scegliere ugelli da 0.30 – 0.35 – 0.40 e 0.50 mm e due versioni, la red version e la black version che si differenziano per la resistenza scaldante, nella prima è da 4.1 Ohm e per la seconda da 3.2 Ohm. Entrambe le versioni di hotend montano nozzle in acciaio e tubo interno in PTFE caricato a fibra di vetro per permettere una buona scorrevolezza del filamento. L’attacco è replicato dall’E3D ed è J-Head compatibile, quindi adatto praticamente a qualsiasi stampante 3d. Ho corredato di questo hotend IeC 4.0 per filamento da 3mm una stampante autocostruita che uso prevalentemente come muletto e che a dire il vero faccio penare un pò per la manutenzione. Rispetto alle altre versioni di hotend prodotti da Immagina e Crea, le differeneze saltano subito agli occhi grazie al “vestito” in ABS che svolge il duplice compito di ospitare il ventolino per il raffreddamento e quello di incanalare l’aria per la successiva espulsione. Più compatto dei precedenti da subito l’impressione di un prodotto robusto e di qualità ma quello che più mi ha stupito, una volta collegato ed acceso, è stato il tempo impiegato per raggiungere la temperatura desiderata e cioè 200° in meno di un minuto e mezzo con ventolina accesa e senza aver fatto nessun tuning del pid come è evidenziabile dalla foto.
hotend
Lanciando una stampa in pla a 195°, sempre senza nessun tuning del pid, la temperatura dell’hotend IeC 4.0 rimane decisamente costante come testimoniato dalla foto fatta dopo 60 minuti.
hotend
La versione dell’hotend IeC 4.0 in mio possesso è equipaggiata di nozzle da 0,50 e per la fretta di provarlo ho solamente modificato in Repetier-Host il suo valore e in Cura Engine le misure dei layers, per il primo a 0.35 ed i successivi a 0.20. Non ho modificato nessun altro parametro, come invece mi era stato suggerito dal produttore, in merito per esempio alla ritrazione. Il risultato della stampa “frettolosa” è comunque un pezzo con i layers molto uniformi e decisamente omogenei tra di loro.
hotend

hotend
La definizione è quella tipica di un nozzle da 0.50 ma vi assicuro che al tatto ed anche alla vista “naturale” il pezzo si presenta decisamente rifinito e robusto, merito di un mantenimento costante della temperatura e di un ottima scorrevolezza del filamento all’interno dell’hotend. Concludo questa breve e rapida recensione di questo hotend IeC 4.0 ribadendo l’ottima qualità già precedentemente dimostrata dagli altri hotend prodotti da Immagina e Crea e che ovviamente si conferma anche con questo. Non appena mi sarà possibile effettuerò un test con ABS per saggiare le caratteristiche dell’hotend a temperature di esercizio più elevate.

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