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Medicina e stampa 3D

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Medicina e stampa 3d

Lo sviluppo di nuove applicazioni mediche 3D bioprinted dipende in gran parte il superamento di una serie di ostacoli pratici. Un team di ricercatori coreani  ha trovato una fantastica soluzione a questi problemi. Un nuovo materiale biodegradabile che può essere stampato in 3d in impianti facciali e facilitare la rigenerazione dei tessuti dopo l’impianto, mentre la struttura 3D originale stampata dissolve lentamente nel corpo umano nel corso di diversi anni.


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Korean researchers unveil biodegradable material for 3D bioprinted facial implants

The development of new 3D bioprinted medical applications largely depends on overcoming a number of practical obstacles. How do you get you get cells to grow inside a 3D printable substance? And how can you ensure that the 3D printed implant won’t cause any complications? Well, a team of Korean researchers from the Korea Polytechnic University has found a fantastic solution for that second problem. Its new biodegradable material can be 3D bioprinted into facial implants and facilitate tissue regeneration after implantation, while the original 3D printed structure slowly dissolves into the human body over the course of several years.

This fantastic solution was just announced by the South Korean Ministry of Science, ICT & Future Planning. The research team in question is led by professor Yoon Won-soo, who is working on 3D bioprinting systems that can use biomaterials to manufacture implants and on facilitating tissue regeneration with dissolvable materials. Earlier this year, the same research team developed a biodegradable mesh for facial bone surgeries that has been approved by South Korea’s Ministry of Food & Drug Safety (MFDS).

Unfortunately, tissue regeneration, implant acceptance and implant construction are huge obstacles in the medical world. Right now, patients with damaged facial bones seeking regeneration have to go through the painful process of extracting bones from other parts of their body. These extracted bones are subsequently shaped into facial implants, and inserted into the facial structure – with or without various additive support structures.

3D printing could offer a much more patient-friendly solution, as perfect prostheses can be 3D printed without the need for bone extraction. Using this new biodegradable material makes insertion far easier as well, with average surgical operation times expected to be shortened to two hours (rather than the current eight hours). It’s the first 3D printable medical material developed in South Korea. “Future research and clinical trial development projects focusing on bone reconstruction therapy can greatly benefit from this innovation,” the team leader said.

This fantastic FDA-approved biodegradable material is actually a medical polymer made from polycaprolactone (PCL). The material slowly dissolves inside the human body, completely disappearing over a process of two to three years while facilitating tissue growth. Most importantly, it reduces the risk of long-term implant side effects – something that is currently negatively affecting a lot of patients with permanent implants. Over time, these tend to cause inflammation and require extraction surgery. These PCL implants, on the other hand, do not. The material was pioneered earlier this year by a company founded by professor Yoon Won-soo himself, called T&R Biofab.

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I MIEI PEZZI PER BOB

Chi è BOB?

BOB è uno dei progetti di OpenBioMedical Initiative, sviluppato per portare le biotecnologie nei paesi in via di sviluppo dove spesso è difficile anche avere accesso ai farmaci di prima necessità.

BOB è l’acronimo di Baby On Board, un incubatrice low cost interamente realizzata con una stampante 3d.  Una delle sue parti fondamentali è il tunnel che preleva l’aria sia dall’esterno, e che tramite una ventola ne può regolare l’afflusso, sia dall’interno, grazie alla particolare forma e ad una seconda ventola che la spinge verso un elemento riscaldante per equilibrarne e regolarne la temperatura. E’ equipaggiata con un elettronica facilmente reperibile e grazie al basso costo diviene accessibile ad una più vasta porzione di utenti. Ho avuto il piacere di poter collaborare con loro per questo ambizioso progetto ed è con un pizzico di orgoglio e per pura soddisfazione personale, che voglio pubblicare le foto dei pezzi realizzati per BOB con la mia stampante.

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Ringrazio OpenBioMedical Initiative per avermi offerto la possibilità di collaborare con loro in questo nobile ed entusiasmante progetto.

se vuoi saperne di più o se hai bisogno di aiuto   info@3deasy.it

penne 3d

3d … non solo stampanti

Oggi si parla molto della stampa 3d e nel 99% dei casi vengono prese in considerazione sia le varie tipologie di stampanti che i diversi materiali e soluzioni adottate.
Molto raramente vengono prese in considerazione le penne 3d. In effetti non sono ne molto diffuse ne molto utilizzate se non per scopi puramente ludici. Ritengo invece che possano essere un forte stimolo all’approccio con questo mondo soprattutto per i più piccoli. Infatti, anche se è necessaria comunque la supervisione di un adulto, le penne 3d permettono anche ai più piccini di creare piccoli oggetti. Certo, non si può parlare ne di qualità ne di precisione ma le creazioni assicurano comunque alti livelli di soddisfazione per il minimaker. Vediamo una di queste penne 3d un pò più in dettaglio. Nel nostro caso si tratta della 3Doodler 2.0.
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La penna viene venduta in varie confezioni con dotazioni più o meno ricche e quella che ho potuto provare io all’interno aveva sia filamenti in ABS che in PLA e in diversi colori. Le istruzioni sono un pò scarne e rimandano al sito web dove sono presenti molti video (in inglese ma comunque di grande aiuto). La penna è dotata di un commutatore a due posizioni per impostare la temperatura corretta sia per l’ABS che per il PLA ed è comunque possibile effettuare una regolazione più precisa tramite un accessorio in dotazione.

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I filamenti sono forniti sotto forma di “bastoncini” e per essere utilizzati il trascinatore è a vite. E’ questo l’unico punto debole del giochino, infatti spesso si sporca con i detriti e la sua pulizia non è proprio agevole e soprattutto a portata di bambino. L’estremità vicino al nozzle tende a scaldare molto ma mai a scottare. Comunque l’utilizzo è semplice ed intuitivo, con poche e semplici cose da fare. Basta alimentare la penna, scegliere se usare l’ABS o il PLA e quindi spostare il selettore della temperatura, caricare il filamento e si può subito iniziare a creare, come ci mostra il video seguente.  

Bene, ora non resta che aiutare i nostri “minimaker” a creare il loro primo oggetto in 3d  🙂

se vuoi saperne di più o se hai bisogno di aiuto   info@3deasy.it

 

hotend IeC 4.0

HOTEND IeC 4.0

Oggi vorrei parlare di un hotend tutto made in italy ormai arrivato alla versione 4.0.
hotend
Si tratta di quello prodotto da Immagina e Crea, azienda italiana specializzata ormai da tempo nella produzione di hotend di ottima qualità.
Vediamo subito di descrivere alcune caratteristiche di questo hotend come la naturale disponibilità sia per filamenti da 3mm che da 1,75, la possibilità di scegliere ugelli da 0.30 – 0.35 – 0.40 e 0.50 mm e due versioni, la red version e la black version che si differenziano per la resistenza scaldante, nella prima è da 4.1 Ohm e per la seconda da 3.2 Ohm. Entrambe le versioni di hotend montano nozzle in acciaio e tubo interno in PTFE caricato a fibra di vetro per permettere una buona scorrevolezza del filamento. L’attacco è replicato dall’E3D ed è J-Head compatibile, quindi adatto praticamente a qualsiasi stampante 3d. Ho corredato di questo hotend IeC 4.0 per filamento da 3mm una stampante autocostruita che uso prevalentemente come muletto e che a dire il vero faccio penare un pò per la manutenzione. Rispetto alle altre versioni di hotend prodotti da Immagina e Crea, le differeneze saltano subito agli occhi grazie al “vestito” in ABS che svolge il duplice compito di ospitare il ventolino per il raffreddamento e quello di incanalare l’aria per la successiva espulsione. Più compatto dei precedenti da subito l’impressione di un prodotto robusto e di qualità ma quello che più mi ha stupito, una volta collegato ed acceso, è stato il tempo impiegato per raggiungere la temperatura desiderata e cioè 200° in meno di un minuto e mezzo con ventolina accesa e senza aver fatto nessun tuning del pid come è evidenziabile dalla foto.
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